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IL
TOUR DELLE ABBAZIE BENEDETTINE |
Il territorio
della Ciociaria è forse uno tra i pochi al mondo ad
essere stato così profondamente segnato, e allo stesso
tempo privilegiato dalla presenza e dall'influsso di tante
abbazie e dipendenze benedettine. Esse, da oltre un millennio
e mezzo, rappresentano per l'umanità intera capisaldi
di storia, centri di promozione culturale, di manifestazione
artistica, oltre che di fede e spiritualità. Attraverso
l'opera patriarcale di San Benedetto, patrono d'Europa, e
fedeli alla sua "Regola", ancor oggi gruppi di monaci,
vivono con il medesimo spirito e lo stesso ritmo, che da oltre
quindici secoli si ripetono nelle abbazie di Montecassino,
di San Domenico a Sora, di Casamari e di San Domenico di Trisulti.
La loro struttura riflette sempre un programma ed un ideale
di vita, quello di San Benedetto e della sua "Regola",
ed in funzione di tali regole, l'edificio racchiudeva al suo
interno tutto il necessario, come l'acqua, l'orto, il mulino
e gli ambienti per le varie attività, sfruttando per
la maggior parte, vecchi insediamenti di epoca romana. La
loro lunga storia è stata scandita nei secoli da varie
distruzioni dovute a saccheggi, incendi e terremoti, ma risorte
ogni volta, oggi, rappresentano dei veri gioielli architettonici,
punti di riferimento, di ispirazione e di sviluppo per l'intero
mondo cristiano. |
TRISULTI - CASAMARI - MONTECASSINO |
La rete gloriosa
delle abbazie che unifica i più diversi e distanti
territori nel nome di San Benedetto, patrono d' Europa e,
in Ciociaria, strettamente fusa con i caratteri dei luoghi
e con le complesse vicende di 1500 anni di storia. |
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>CERTOSA
DI TRISULTI: La Certosa di Trisulti è ubicata
alle falde del Monte Rotonaria, nel comune di Collepardo,
fu edificata da San Domenico di Foligno. Egli, intorno all’anno
mille, fece costruire un complesso monastico di cui oggi,
purtroppo, restano solo alcuni ruderi in abbandono. Solo dopo
la presenza benedettina, e per opera di Innocenzo III, l'abbazia
passò all'ordine dei P.P. Certosini, i quali iniziarono
la costruzione di un nuovo complesso monastico, più
consono al nuovo genere di vita e coincidente con l'attuale
insediamento architettonico. Purtroppo i continui lavori di
ampliamento e di rifacimento che si sono succeduti nei secoli,
hanno in parte camuffato la struttura originaria. Dal 1947
la Certosa è abitata e curata dai monaci cistercensi
della congregazione di Casamari. La Certosa rimane comunque,
tra le più antiche e conosciute del suo genere. L’organizzazione
degli ambienti, ricalca fedelmente lo stile caratteristico
che contraddistingue le costruzioni del suo genere, anche
in funzione delle severe “consuetudini” dei monaci.
Lungo un cortile circondato da un porticato, sono disposte
la chiesa, la sala capitolare, il refettorio, la farmacia
e le abitazioni dei monaci. La Certosa ha come caratteristica
principale la voluta lontananza e l’autonomia rispetto
ai centri abitati, luogo solitario che invita al raccoglimento
e alla pace dello spirito. Di rilievo al suo interno la chiesa
di San Bartolomeo con i suoi affreschi e decorazioni e l'antica
farmacia, dove i monaci usavano lavorare le erbe e le spezie
raccolte sui monti circostanti per estrarne le essenze e gli
aromi, ancor oggi gelosamente conservati nelle vetrine all'interno
della farmacia. |
>ABBAZIA
DI CASAMARI: Situata nel territorio di Veroli, sorta
nel 1035 sui resti dell'antica città romana di "Cereate
Marianae" per merito di quattro sacerdoti, che formarono
sul posto una comunità religiosa sotto la regola di
San Benedetto. Nel 1151 passò ai cistercensi che la
ricostruirono interamente in forme gotiche borgognone e ne
fecero un fiorentissimo centro culturale. Decadde invece verso
il 1430, per rifiorire con l'accettazione della regola trappista
nel 1717. Nel 1864 fu eretta in congregazione autonoma, che
nel 1988 contava 19 case religiose con 220 monaci. Il complesso
ripete nella distribuzione planimetrica lo schema dell'abbazia
di Fossanova, a sua volta derivato dal prototipo borgognone
di Fontenay. Sul fianco meridionale della chiesa si apre un
chiostro, intorno al quale si dispongono gli edifici conventuali:
la sala capitolare, il refettorio, le abitazioni dei monaci.
La chiesa, iniziata nel 1203 e consacrata da Onorio III nel
1217, ha la facciata preceduta da un atrio a tre arcate e
presenta contrafforti, terminazione a timpano e una rosa.
Ricchissimo è il portale mediano. L'interno è
tipicamente borgognone e cistercense sia nell'assenza assoluta
di decorazione, sia nella pianta a T con quattro cappelle
quadrate sui transetti e presbiterio rettangolare, sia nell'alzato
d’intenso verticalismo, pilastri a fascio, archi acuti,
volte a crociera. L'alta torre-lanterna non sorge sull'incrocio,
ma in posizione anomala, sull'ultima campata. Il chiostro,
quadrato, ha colonnine e capitelli assai ricchi e variati.
Splendido esempio d’architettura gotica primitiva è
la sala capitolare, a tre navi su pilastri polistili e volte
a crociera costolonate. Con Fossanova, Casamari rappresenta
un punto d’irradiazione dell'architettura gotica cistercense
in tutta l'Italia centro-meridionale. Da visitare il museo.
Sono sistemati in sale appositamente allestite all'interno
del monastero, numerosi reperti archeologici, quali: cippi
marmorei, pezzi di pavimento a mosaico, decorazioni in stucco,
monete romane, ex-voto in terracotta, tronchi di statue, vasi
fittili, unguentari ed altri oggetti; rinvenuti quasi tutti
in loco e le tele che, negli ultimi quattro secoli, erano
state collocate nella chiesa ed il altri locali. |
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>ABBAZIA
DI MONTECASSINO: Sorta sui resti di due templi dedicati
a Giove e ad Apollo e un presidio romano, l'Abbazia di Montecassino
deve la sua fondazione a San Benedetto. Attorno al 529, egli
gettò le fondamenta della casa per i monaci e dei due
oratori l'uno vicino alla casa, l'altro sulla cima del monte,
dove poi sarebbe sorta la basilica. La santità della
vita di Benedetto e dei suoi seguaci ne fece un centro religioso
di gran richiamo, dove la preghiera si univa con lo studio
e il lavoro manuale. La fondazione dell'abbazia favorì
nel corso del secolo VI, e in quelli a seguire, lo sviluppo
urbanistico della zona, dandole floridezza e benessere economico,
secondo quella particolare tendenza che caratterizzò
in Italia gli insediamenti sorti per la presenza e l'impulso
dei primi centri monastici. Distrutto dall'invasione longobarda,
il primo monastero risorse quando i benedettini tornarono
a Montecassino da Roma, intorno al 720. Già nel secolo
VIII l'abbazia si affermava come importante centro di cultura
e Paolo Diacono vi fondava uno scriptorium, dove furono trascritte
molte opere antiche e che divenne uno dei principali centri
di diffusione della scrittura beneventana. Dopo un periodo
d’abbandono per le distruzioni inferte dai Saraceni,
il monastero cominciò a rifiorire per opera dell'abate
Aligerno e del papa Vittore III, raggiungendo il massimo splendore
sotto l'abate Desiderio, che nella seconda metà del
secolo XI fece ricostruire il complesso monastico dotandolo
di una grande basilica, consacrata nel 1071. Alla grandiosa
opera di ricostruzione furono chiamati architetti lombardi
e amalfitani oltre a pittori provenienti da Bisanzio. La presenza
e l'attività di questi ultimi a Montecassino sono all'origine
della scuola cassinese di pittura, sviluppatasi appunto nel
corso del secolo XI e documentata tra l'altro dagli affreschi
che decorano la chiesa di S. Angelo in Formis della seconda
metà del sec. XI. L'abbazia occupò una posizione
primaria nell'ordine e nella Chiesa fino al 1349, allorché
fu gravemente danneggiata da un terremoto che aprì
un lungo periodo di decadenza. Ricostruita dal secolo XVI
al secolo XVIII, accolse nel suo ultimo aspetto caratteri
del tardo Rinascimento ma nel prosieguo dei lavori si configurò
come monumento architettonico dell'età barocca. Dopo
la totale distruzione avvenuta il 15 febbraio 1944 per effetto
dei bombardamenti anglo-americani dovuti ad una decisione
affrettata dei comandi, erroneamente convinti che il monastero
fosse stato trasformato in un caposaldo tedesco, una complessa
opera di riedificazione ha ridato all'abbazia l'aspetto originario,
secondo la sua pianta rettangolare aperta sul disegno dei
tre chiostri, dei secoli XVI e XVIII, con la grandiosa basilica
a tre navate, secondo il progetto originale. Nel 1950 sono
state ritrovate le reliquie di San Benedetto e di Santa Scolastica,
ora sistemate nell'altare maggiore. Pressoché integra
si è conservata la cripta, decorata nel 1913 dagli
artisti della scuola tedesca di Beuron. L'abbazia conserva
tuttora la sua famosa biblioteca, pur gravemente compromessa
dalle distruzioni belliche: del ricchissimo patrimonio, frutto
di un immenso lavoro culturale, oggi si conservano ancora
oltre 1.000 codici, 40.000 pergamene e tutto il fondo delle
opere a stampa con 250 incunaboli. Il primo documento ufficiale
del volgare nostrano, conservato nella biblioteca di Montecassino,
è del 960. Si tratta del cosiddetto "Placito Capuano",
un atto giudiziario nel quale tre testimoni garantivano l'appartenenza
di certe terre al Monastero di Montecassino con la seguente
formula: "SAO KO KELLE TERRE, PER KELLE FINI QUE KI CONTENE,
TRENTA ANNI LE POSSETTE PARTE SANCTI BENEDICTI" (So che
quelle terre, con quei confini che qui si descrivono, le possedette
trenta anni l'ordine di San Benedetto). La biblioteca è
stata dichiarata monumento nazionale e rientra nel novero
delle biblioteche pubbliche statali. Inoltre, all'interno
dell'Abbazia, è visitabile un interessante museo, dove
vengono conservate numerose opere e reperti di grande pregio
e valore, tra cui: manoscritti, libri, disegni e stampe; resti
della Basilica, reperti etruschi e di arte romana; statuette
lignee, vasi ellenici, etruschi e italici; pitture e sculture
benedettine, ricami e merletti. |
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IL
TOUR DELLE CITTA' DI SATURNO |
ALATRI - FERENTINO - ARPINO - ATINA |
Un rapido, suggestivo
affondo nella storia antichissima del Lazio che porta nel
mitico regno del Dio Saturno, che avrebbe realizzato la sua
"età dell'oro" proprio in queste terre. Segno
distintivo delle città di Saturno è la presenza
delle possenti mura ciclopiche. |
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>ALATRI:
Splendida città circondata da una duplice cerchia di
mura ciclopiche. >Da non perdere:
L' Acropoli, passando per piazza Santa Maria Maggiore, con
l'omonima chiesa romano-gotica, la cerchia delle mura, il
Duomo. |
>FERENTINO:
Stretta anch'essa da una duplice possente cerchia di mura
ciclopiche, erette con tecniche diverse dal V al II secolo
a.C. |
>ARPINO:
Patria di due grandi dell'antica Roma: Caio Mario e Marco
Tullio Cicerone Arpino offre vestigia di antichità
nelle Mura megalitiche, nel famosissimo arco a sesto acuto,
nella Torre medievale detta “di Cicerone”, nel
Castello di Ladislao. Particolare valore hanno la Chiesa di
S. Michele Arcangelo, nella quale sono conservati i dipinti
del Cavalier d’Arpino, e la Chiesa di S.Maria di Civita
dove si venera un’antichissima statua lignea della Madonna,
ricavata da un tronco di cedro del Libano e attribuita all’arte
bizantina del X secolo. >Da
non perdere: La tomba del Dio Saturno presso la porta dell'Arco,
l'Acropoli, sul colle di Civitavecchia, alto 627 m., la piazza
del Municipio, con pavimentazione dell' antico Foro romano. |
>ATINA:
Situata nella Valle del Comino e definita "potente"
da Virgilio, fu un rilevante centro volsco-sannitico, collocato
sulla via della grande transumanza fra gli Appennini ed il
mare. >Da non perdere: Le
mura poligonali. |
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PIGLIO
- PALESTRINA - TIVOLI |
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>PIGLIO:
A 18 Km da Fiuggi, lungo la vecchia via Prenestina, si incontra
Piglio, cittadina di origini medioevali che probabilmente
sorse sui resti di Capitulum, l'antica città degli
Ernici. Oggi Piglio è ben conosciuta pre il suo eccellente
vino rosso "Cesanese" e per il suo olio d'oliva. |
>PALESTRINA:
Palestrina, a circa quaranta chilometri da Fiuggi, si trova
sulle terrazze del versante sud del Monte Ginestro e corrisponde
all’antica Preneste, sorta nel secondo millennio a.C.
come uno dei primissimi centri abitati del Lazio. Nel I sec.
a.C. fu distrutta da Silla, che sulle rovine della città
fece poi ricostruire, ampliandolo, il grandioso Tempio della
Fortuna Primigenia, disposto a terrazze e cinto da maestose
mura. Al suo interno sull’emiciclo a gradinate, sorse
nel Medioevo lo scenografico Palazzo Barberini che, rifatto
nel Rinascimento e rimaneggiato in età barocca, è
oggi sede del Museo Archeologico Prenestino. Al centro della
città sorge la cattedrale di S. Agapito, costruita
nel V secolo su un edificio romano in tufo. >Da
non perdere: Il Tempio della Fortuna Primigenia, fatto costruire
da Silla nel I secolo d.C., dopo che aveva conquistato e raso
al suolo la città durante la guerra civile contro Caio
Mario; Il Palazzo Barberini; Il Museo Archeologico Prenestino,
con una straordinaria collezione di reperti; La Cattedrale
di S. Agapito del V secolo d.C. |
>TIVOLI:
Per chi volesse fare qualche chilometro i più, da non
perdere è Tivoli. Di grande rilievo i suoi resti romani,
come lo scenografico Tempio di Vesta e il vicino tempio rettangolare
della Sibilla. Interessante è anche la parte medievale,
con la chiesa romanica di S.Silvestro, il Duomo, la chiesa
di S.Maria Maggiore, superba mole della Rocca Pia. Ma Tivoli
è legata soprattutto alle sue Ville, prima fra tutte
la rinascimentale Villa d’Este, con decine di sale affrescate
i giochi d’acqua del suo meraviglioso giardino all’italiana.
Immersa nel verde di un grandioso parco invece, la Villa Gregoriana
offre l’incomparabile scenario della Grotta delle Sirene
e delle grandi cascate formate dall’Aniene. A soli 5
km da Tivoli, sulla via Tiburtina verso Roma, si estende poi
Villa Adriana uno dei complessi archeologici più suggestivi
della romanità. La Villa fu fatta costruire dall’imperatore
Adriano tra il 118 e il 134 dC., ed è stata definita
“la regina delle ville imperiali del mondo antico”.
>Da non perdere: Il Tempio
di Vesta, del periodo repubblicano di Roma antica; Il Tempio
della Sibilla; La chiesa di S. Silvestro, con affreschi del
XIII secolo; La chiesa si S. Maria Maggiore; La Villa d'Este,
fatta costruire dal Cardinale Ippolito d'Este nel 1550, con
il suo meraviglioso giardino all'italiana e le sue 500 fontane;
La Villa Gregoriana, con i suoi fantastici giochi d'acqua
del fiume Aniene, con una cascata di 160 m.; La Villa Adriana,
a 5 Km. da Tivoli, costruita dall' Imperatore Adriano tra
il 118 ed il 124 a.C. e che è stata definita la "regina"
tra le ville imperiali del mondo antico. |
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ANAGNI
- FERENTINO - FUMONE |
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>ANAGNI:
La famosa città dei papi. >Da
non perdere: La Cattedrale, con la bellissima cripta, costruita
tra il 1074 e il 1105; Il Palazzo Bonifacio VIII eretto alla
fine del 1200; Il Palazzo Comunale; La Casa Barnekow, del
XIV secolo; La chiesa di S. Andrea, con un prezioso trittico
del '300. |
>FERENTINO:
Di origine antichissima ebbe già notevole sviluppo
in epoca romana. >Da non perdere:
L' Acropoli, sostenuta da poderose mura poligonali; La Porta
Maggiore, di epoca sillana; La Porta Sanguinaria del IV secolo
a.C.; La chiesa cistercense di S. Maria Maggiore della fine
del secolo XII; La Cattedrale romanica; I palazzi dei Cavalieri
Gaudenti, di Innocenzo III e dei Consoli. |
>FUMONE:
Splendido paesino arroccato a 783 m. slm. >Da
non perdere: La rocca nella quale fu tenuto prigioniero Celestino
V, il papa che nel 1294 rinunciò alla Cattedra di Pietro.
Dopo la sua abdicazione fu eletto Bonifacio VIII, nativo di
Anagni ed uno dei più illustri cultori delle acque
di Fiuggi. |
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ALTIPIANI
DI ARCINAZZO - TREVI NEL LAZIO - SUBIACO |
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>ALTIPIANI
DI ARCINAZZO: A 8 Km da Fiuggi, una zona di grande
bellezza naturale. |
>TREVI
NEL LAZIO: L'antica Treba Augusta. |
>SUBIACO:
Circondata dai Monti Simbruini, sorge su un colle tra i 400
e i 500 metri di altitudine. >Da
non perdere: La Valle Santa, l'angusta gola del fiume Aniene
sede dei primi monasteri benedettini; I Monasteri, da cui
ha inizio un'ardita strada panoramica che si arrampica prima
del Monastero di Santa Scolastica, poi più su fino
al Sacro Speco; Il Protocenobio di Santa Scolastica, il più
antico di tutti i monasteri benedettini; L'Abbazia di Santa
Scolastica, sede della prima tipografia italiana, che ospita
una biblioteca in cui sono conservati preziosi incunaboli;
Il Sacro Speco, monastero arroccato su una rupe del Monte
Taleo, che fu costruito sopra la grotta nella quale il giovane
S. Benedetto trascorse tre anni nella penitenza e nella meditazione;
La Rocca dei Borgia, dimora del Cardinale Rodrigo Borgia,
prima di essere eletto papa con il nome di Alessandro VI;
La chiesa di S. Andrea, di stile neoclassico; L'Arco Trionfale,
eretto in onore di Pio VI; Il caratteristico Ponte S. Francesco,
con la vicina chiesa omonima; La chiesa di S. Maria della
Valle; La pittoresca edicola della Madonnina di Pietra Sprecata. |
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IN
BICICLETTA - IN MOUNTAIN BIKE |
| IN
MOUNTAIN BIKE |
>
LE CESE (Livello:
Facile) Percorso: Fonte Bonifacio VIII - Corso Nuova
Italia - Sterrato - Strada per Lago di Canterno - Contrada
Le Cese - Sterrato zona Golf - Superstrada Anticolana - Fonte
Bonifacio VIII. |
>
FOSSO DEL DILUVIO (Livello:
Medio) Percorso: Fonte
Bonifacio VIII - Via Prenestina - Bosco Colleborano - Vecchia
strada per Acuto - Via Cupa - Ponte Fosso del Diluvio - Villaggio
scolastico - Via A. Diaz - Fonte Bonifacio VIII. |
>
QUARTO D'ANAGNI (Livello:
Molto Facile) Percorso:
Fonte Bonifacio VIII - Fonte Anticoilana - Sterrato zona tennis
e minigolf - Teatro della Fonte - Via Fonte Anticolana - Fonte
Bonifacio VIII |
| IN
BICICLETTA |
>
LAGO DI CANTERNO (Distanza:
12 Km. - Livello: Facile) Percorso: Fonte Bonifacio
VIII - Lago di Canterno e ritorno. |
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> CENTRO
STORICO (Distanza: 7 KM. - Livello:
Medio) |
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> MONTE
FUMONE (Distanza: 33 Km. - Livello:
Impegnativo) Percorso: Fonte Bonifacio VIII - Lago
di Canterno - Monte Fumone - Alatri - Superstrada Anticolana
- Fonte Bonifacio VIII. |
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